Pensieri da quarantena

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27 aprile in quarantena
Troppi pensieri, troppi umori che cambiano dal secondo prima a quello successivo, ma cercherò di essere esaustiva.
Io vorrei dire Basta.
In questa situazione surreale non pensate di dover rinnovare il vostro vocabolario rivalutando la parola RISPETTO?
Perché continuiamo a dire che ci stanno togliendo qualsiasi diritto, non conoscendo nemmeno tutti i quelli di cui godiamo e dimentichiamo che quello più importante è quello alla vita?
Premettendo che capisco l’ironia fatta sul fatto che non ce la si fa più, è ovvio, non è bello per nessuno rinchiudersi in una casa per così tanto tempo (ma pensiamo a chi una casa non ce l’ha, o a chi non riesce a fare la spesa, o a chi questa quarantena la vive in 10 metri quadri, o a tante altre situazioni palesemente peggiori della nostra).
Perché fin quando una cosa non ci tocca, noi esseri umani non siamo in grado di agire in maniera responsabile?
Perché fin quando non ci ammaliamo noi, o peggio, un nostro familiare, non capiamo realmente che bisognerebbe rispettare delle regole?
E ancora, perché siamo sempre bravi a puntare il dito contro chiunque?
Perché vogliamo parlare di cose che (spesso) non sappiamo e giudichiamo persone, nell’esercizio delle proprie attività, senza nemmeno avere le competenze per farlo? (E questo non vale solo per questa specifica circostanza).
Noi che siamo indecisi ogni giorno su questioni molto meno importanti (a partire da cosa indossare o mangiare, dal se ordinare un caffè macchiato o schiumato) che critichiamo manco fossimo il più noto esperto del campo (e anche se lo fossimo, le critiche non costruttive non servirebbero).
Non è semplice governare un paese in condizioni ordinarie e ora lo è palesemente ancor meno.
Non metto in dubbio che ci sarà sicuramente chi ci speculerà, ci potrebbero essere cose da gestire diversamente, ma non ha senso continuare a puntare il dito contro chiunque.
Anche perché è facile parlare senza alcuna responsabilità.
Non lamentiamoci per cose superflue (o comunque facciamolo con la consapevolezza che sia uno sfogo momentaneo).
Penso che nella vita, ma ancora di più in questo momento, sia necessario portare rispetto.
Rispetto per chi ha perso la vita e lo ha fatto in solitudine, o per chi ha visto perderla da un proprio familiare senza nemmeno potergli stare accanto, semmai avendo anche rispettato tutte le direttive date da chi di dovere.
Rispetto per tutti i medici, gli infermieri e qualsiasi altra persona che da una mano in queste missioni (persone che per salvare la vita altrui hanno, non raramente, perso la loro).
Rispetto per chi è stato a casa e per chi non può starci.
Rispetto per tutti i lavoratori che stanno avendo delle perdite notevoli e nonostante tutto si comportano in maniera impeccabile.
Rispetto per chi si comporta non da cittadino, ma da BRAVA PERSONA.
Ah e se iniziaste a portare rispetto anche in relazione alle restanti molteplici situazioni della vita non sarebbe male.
Dovremmo imparare tutti a giudicare di meno e a fare di più nella nostra vita, perché buttare fango sugli altri non ci renderà splendenti.
E nessuno, e dico nessuno, è giusto che paghi, persino con la vita, per ignoranza o leggerezza altrui.
Maria Serena

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