“Che bello è, andare in Puglia”. Tra il Jova Beach Party, la pizzica sul palco e Trani

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Barletta è stata una delle tappe più particolari: il 20 luglio si sono celebrati i 50 anni del primo sbarco sulla luna ed infatti per onorare l’anniversario, Jovanotti ha invitato a cantare il mitico Caparezza con il suo brano “Vengo dalla luna”. Appena salito sul palco l’emozione è stata tanta, da una parte perché “Il ragazzo fortunato”, con la sua mega carica positiva e i mille colori del palco, aveva già preparato uno scenario pazzesco, a questo punto direi spaziale, poi l’artista pugliese dai tantissimi ricci ha continuato con la vulcanica performance (ricordo che in un concerto a Napoli venne avvertita una scossa di terremoto dalla forza che metteva nel cantare). “Vieni a ballare in Puglia” accompagnata da alcuni professionisti della pizzica, ha fatto scatenare i 40mila salentini, ma non solo, che hanno inondato la spiaggia del lungomare Mennea trasformatasi in una discoteca sotto le stelle della bellissima Puglia.

 

Finita la grande festa, si va alla scoperta di Trani: gioiello dell’Adriatico. Il simbolo della città è la imponente, ma romantica, cattedrale di San Nicola Pellegrino. Una cattedrale che affaccia direttamente sul mare, pazzesco. Non ne avevo mai viste così fino ad ora, incredibile vedere un monumento di secoli di storia che sta lì ed affascina come se fosse nato ieri, uno spettacolo le sue pietre di tufo che cambiano colore a seconda della luce, prima la vedi rosa poi improvvisamente si tinge di bianco.

Bianco, come l’intreccio di viuzze lastricate che percorrono tutto il centro storico, situato a pochissimi passi dal porto con le sue casette colorate. Un sogno praticamente, non conoscevo tutta la storia della città, ma l’ho ripercorsa tra le mura, le chiese, le strade, la cucina, il porto e soprattutto la gente pugliese, attaccata con forte passione e dedizione alle sue radici, lo dicono loro cosa è Trani. 

I volti dei pescatori, dei ristoratori e degli anziani che giocano con i bambini per strada, tra i viali bianchi stretti e le porte colorate antiche, i panni stesi sui balconi.

 

 

Sono rimasta lì seduta per almeno un’ora a respirare vita, non sapevo quanta bellezza potesse riservare un solo posto eppure a Trani è stato così. I piatti sanno di mare, le olive di terra, una terra piena di sole e colori. Faceva caldo sì, anche molto, ma per questa geografia strategica concentrata sul mare e la realizzazione delle strade in tufo si riusciva a girare per le vie del centro senza troppi problemi.

 

L’ultima foto che ho scattato rappresenta un veliero, “San Lorenzo”, lo stesso nome che porta l’artista che mi ha portata in questa terra, chissà se il caso ha voluto che mi ritrovassi proprio lì.

 


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